Criticometro

📽️ 40 secondi

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Dramma

di Vincenzo Alfieri; con Francesco Gheghi, Enrico Borello, Francesco Di Leva, Beatrice Puccilli

E’ la storia dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte origine capoverdiana, vittima di omicidio e medaglia d’oro al valore civile alla memoria. Venne ucciso durante un pestaggio il 6 settembre 2020 a Colleferro nel tentativo di difendere un amico in difficoltà. Il 6 ottobre 2020 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Willy Monteiro Duarte la medaglia d’oro al valore civile alla memoria, in virtù del gesto altruistico che gli costò la vita

40 secondi Poster

Recensioni

Un brutale e amaro ritratto del substrato sociale romano, penalizzato però da una forma fin troppo esasperata e ‘urlata’ […] Il film vive quindi dell’amarezza e della frustrazione che si genera nel vedere come una giornata normalissima possa in realtà nascondere una polveriera fatta di tensioni non espresse […] quello scelto dal cineasta è uno stile che alla lunga risulta fin troppo esasperato e ‘urlato’, e di riflesso lo diventa anche la recitazione, specie nei momenti più concitati, che perdono così parte della potenza drammatica che avrebbero dovuto avere.

sentieriselvaggi Neutrale

Alfieri, insieme al co-sceneggiatore Giuseppe G. Stasi, affronta una sfida difficilissima: trasformare una vicenda realmente accaduta — e priva, di per sé, di una struttura ‘cinematografica’ — in un’opera che non tradisca la realtà, che non spettacolarizzi la tragedia, ma che allo stesso tempo riesca a interpretarla e a restituirla con un linguaggio narrativo incisivo […] ** 40 secondi** è il miglior film di Alfieri ad oggi: duro, sincero, emotivamente devastante, ma anche un’opera di altissima responsabilità etica […] Un film che tutti dovrebbero vedere, non per ricordare il fatto di cronaca, ma per comprendere cosa possa generare la violenza quando trova spazio nel vuoto.

darksidecinema WOW

Con sensibilità e misura, il film tenta di restituire dignità e luce a una vita spezzata, evitando il sensazionalismo per indagare piuttosto il lato oscuro — e profondamente umano — della rabbia contemporanea. […] Un’operazione, questa, che resta comunque legittima e comprensibile, specie nell’ottica di un tentativo di traghettare un pubblico giovane verso una maggiore consapevolezza sociale. […] Tuttavia, proprio questa forte impronta produttiva, il suo carattere “costruito” e programmatico, la confezione finisce per comprimere, almeno in parte, la potenza drammatica ed espressiva a cui 40 secondi avrebbe potuto ambire.

cinemando Positiva

Un ritratto brutale e necessario di una provincia italiana dove la violenza non è un’eccezione ma una possibilità sempre presente, nascosta dietro la facciata della quotidianità […] La scelta stilistica di Alfieri […] è quella di una macchina da presa costantemente appiccicata ai volti dei personaggi […] Lo stile diventa ‘urlato’, esasperato fino al punto di snaturare alcuni momenti che avrebbero potuto reggere anche il silenzio, la sottrazione, il non detto.

likeinamovie Positiva

Il cinema italiano, che naviga in pessime acque sotto molti punti di vista, trova un’opera in grado di essere cinema civile, film di formazione, affresco sociale, in modo semplicemente magnifico, potentissimo […] “40 secondi” è esattamente ciò che dovremmo offrire al mondo, è quel tipo di cinema che dobbiamo aiutare, spingere, perché ha dalla sua una qualità di regia, sceneggiatura, di sguardo e interpretazioni come non si vedeva da tanto, tantissimo tempo […] “40 secondi” nella semplicità del suo messaggio, nella fluidità del suo insieme, è la dimostrazione che il talento e le potenzialità ci sono ancora nel nostro cinema

todayit WOW