Criticometro

📽️ Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte

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Commedia, Horror, Romance

di Jane Schoenbrun; con Hannah Einbinder, Gillian Anderson, Amanda Fix, Arthur Conti

Kris è una regista queer di 29 anni che si è fatta conoscere con un film che è un omaggio a Psycho, visto però sotto la prospettiva della tenda della doccia. Ora le viene affidato il reboot di una lunga saga horror, Camp Miasma, il cui capostipite, realizzato negli anni ‘80, ha avuto un grandissimo successo al box-office. Successivamente però, nei continui rifacimenti, è entrata in crisi. Entusiasta del progetto, cerca di coinvolgere l’attrice che interpretava la ragazza sopravvissuta del primo film, Billy Presley. La donna, da anni, vive reclusa nello stesso luogo dove è stato girato Camp Miasma che si trova nel Pacifico settentrionale, vicino al Canada. Così Kris la raggiunge nella sua dimora per convincerla ad accettare la parte. Billy invita Kris a cena e poi a dormire a casa sua. Da quel momento la regista s’immergerà totalmente nell’atmosfera terrificante della saga e il suo rapporto con Billy si evolverà in modo sorprendente.

Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte Poster

Recensioni

Ancor prima di essere un film nel film, Camp Miasma è l’apoteosi di un’ambizione lapalissiana, quella di farsi archeologia dello slasher, di scriverne la storia apocrifa e insieme il suo referto autoptico […] È, così, impossibile non fare i conti con il fitto retroterra cinefilo del film che, inoltre, ben dissemina la saga di Little Death di calchi e piccoli reperti di quello stesso cinema che l’ha generata […] il desiderio di guardare e, insieme, di essere guardati, una transitoria oggettificazione di sé attraverso cui mutare l’essenza del soggetto.

dasscinemag WOW

La Schoenbrun con Camp Miasma è riuscita a creare un connubio perfetto tra tantissimi generi diversi, in un vortice di erotismo e sensualità che si esprimono attraverso lo slasher e il fantastico […] È un horror che sa ridere di sé stesso senza mai smettere di amare ciò che racconta, e che trova proprio nella sua dimensione queer la chiave per reinventare un immaginario apparentemente già consumato […] Un film imperfetto e volutamente artificiale, ma proprio per questo vivo, libero e sorprendentemente divertente.

redcapes WOW