📽️ DAU
Dramma, Thriller
di Ilya Khrzhanovsky; con Teodor Currentzis, Radmila Shegoleva, Anatoly Vasiliev, Vladimir Azhippo
Dramma, Thriller
di Ilya Khrzhanovsky; con Teodor Currentzis, Radmila Shegoleva, Anatoly Vasiliev, Vladimir Azhippo
con DAU, quindicesimo inserto di un progetto ventennale radicalmente sperimentale, il russo Ilya Khrzhanovsky non racconta soltanto la vita e le ombre di Lev Landau, ma prova a reinventare il modo stesso di fare cinema […] Un cinema capace di elevarsi per davvero. Di produrre e suscitare forme inedite di orrore e ammirazione […] Un gesto purissimo proprio perché sregolato, (ir)responsabile, finalmente libero
In questo senso l’opera di Ilya Khrzhanovsky è geniale nel restituirci l’idea di come i totalitarismi funzionino […] Nonostante il tema, il film è una gioia per gli occhi […] È un’esperienza estenuante e insieme ipnotica, un’opera eccessiva, sbilenca, indigesta, perché è proprio nel suo eccesso che si dipana la verità che racconta.
Questo film, questo film è di una potenza immensa, è la vera perla di questa Venezia 83. […] “Dau” sia un film assolutamente fenomenale, qualcosa che non si trova più e non si troverà mai più nel mondo del futuro. […] Se il Festival di Venezia non fosse così condizionato da giochi di politica, […] forse questo film vincerebbe a mani bassissime.
Questa prima parte è sì un film elegantissimo, con delle scenografie e dei costumi magnifici, e una fotografia da brivido […] La porzione di film ambientata nell’Istituto perde di mordente, e inizia ad avere il sapore di già visto […] DAU è un film che funziona molto meglio come punto di entrata per l’universo DAU piuttosto che come sua conclusione. Ma è anche un film che ha alcune tra le immagini, le idee di cinema e le scene più belle di tutta la Mostra.
Un Gargantua tanto affascinante quanto a volte incontrollabile […] DAU ha un incipit – quello nella Leningrado del 1928 – a dir poco folgorante […] Il film di Khrzhanovsky dà il meglio di sé nella prima parte
Girato in pellicola, con alcuni piani sequenza è capace di condurci in un momento sospeso nella storia con grande abilità, alle prese con un interrogativo cruciale del Novecento, ovviamente già affrontato in passato, per esempio da Oppenheimer di Nolan. […] Ilya Khrzhanovsky ha fatto di questo DAU un opera multidisciplinare […] portando ora a compimento definitivamente questo ritratto ambizioso e spiazzante. […] Una cultura dell’angoscia quotidiana, in attesa che venga a bussare qualcuno del ministro dell’interno, ben resa e appassionante, meno quando Khrzhanovsky indugia sulla vita sessuale e gli accidenti domestici che ne conseguono.
È in questa prima parte, fatta di piccole assurdità quotidiane, di una tensione politica che cresce sottotraccia e dei primi passi della storia d’amore tra il geniale fisico e Nora, operaia di una fabbrica di conigli di cioccolata, che il film funziona meglio. […] È un cambiamento che Dau usa per segnare il logoramento dell’uomo, schiavo dei piaceri della carne e ossessionato dalla felicità, ma la sezione si dilunga inutilmente, perdendo la tensione accumulata nella prima parte e trasformandosi in una ripetizione di se stessa. […] È un’immagine che chiude il film su una nota tanto ambigua quanto disturbante, coerente con l’impianto morale sfuggente di tutta l’operazione.
Rimane tuttavia un’opera mastodontica nelle proporzioni e nelle intenzioni […] Adottando un approccio crudo, fermamente critico e quasi documentaristico […] Ecco dunque a voi DAU: lunghissimo, pesante, faticoso, caotico, disturbante, angosciante. E un esempio di grande cinema.