Criticometro

📽️ Primetime

3 WOW
12 Positive
8 Neutrali
8 Negative

Crime, Dramma, Thriller

di Lance Oppenheim; con Robert Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers

Nel 2006 il giornalista Chris Hansen si prepara a fare la storia della televisione con To Catch a Predator, il controverso format che, attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste, smaschera in diretta tv predatori sessuali colti sul fatto. Mentre il programma diventa un fenomeno nazionale e il suo conduttore un’icona del pubblico, il confine tra informazione, giustizia e spettacolo si fa sempre più ambiguo e il cortocircuito fra cronaca, intrattenimento e voyeurismo televisivo sempre più insostenibile.

Primetime Poster

Recensioni

Se le circostanze specifiche che hanno procurato gloria e rovina alla trasmissione sono appassionanti e costruite con buon ritmo, non del tutto felice può dirsi la messa in scena dei grandi temi che hanno reso controverso To Catch a Predator […] Non si può negare la ricercatezza di una regia […] e la densità di una fotografia che prova a riprodurne l’atmosfera […] Complessivamente, si può considerare Primetime un’opera ben realizzata, anche se lascia l’amaro in bocca e la sensazione di non essere in grado di trasmettere […] l’enorme complessità delle questioni etiche, giuridiche e mediatiche sollevate dallo show.

cineavatar Neutrale

È questa l’idea cardine che lo guida […] nel portare in scena Primetime.” […] “Ibridando quella che è fondamentalmente una satira divertita e divertente, costantemente su di giri, con forme, elementi e toni da thriller, heist e spy movie, film sportivo e finanche una sorta di socio-folk horror […] Oppenheim ne indaga l’impunità e, soprattutto, il grado di complicità.” […] “E se il racconto finisce per farsi narrativamente dispersivo, sfilacciato, anticlimatico […] alla pellicola va comunque riconosciuto il merito di non limitarsi a puntare l’obiettivo contro chi tende la trappola o chi è catturato.

cinemando Positiva

Primetime rappresenta infatti il suo passaggio alla finzione che però non è una rottura con il suo percorso precedente ma la conseguenza logica del suo cinema, il risultato naturale della sua ricerca nel quale è costantemente sfumato il confine tra realtà e finzione. […] Il risultato è un’opera efficacemente contaminata dal linguaggio televisivo che mette sotto accusa nel quale il confine tra inchiesta e spettacolo si dissolve davanti ai nostri occhi […] Il film è particolarmente riuscito quando mantiene questa ambiguità.

culturetherapy Positiva

Lo stesso Hansen, interpretato in maniera magistrale da Robert Pattinson, è un “predatore” a suo modo sia per quanto riguardo alcune abitudini della sua vita personale sia per come porta avanti il programma. […] L’approccio del regista Oppenheim è documentaristico per la sua resa estetica e per la sua narrazione spesso frammentata e volutamente poco tradizionale. […] Il suo occhio centrale è mettere alla mercé la cultura voyeuristica dei nostri tempi bilanciato con i dubbi che stanno dietro alla moralità di ognuno di noi.

globalstorytelling Positiva

L’operazione finisce per risultare a tratti un po’ fredda e prevedibile, ricordando da vicino un esercizio di stile sul cinismo mediatico già visto in opere ben più taglienti come Nightcrawler […] Pattinson regala un’interpretazione intensa, maligna e disturbante […] Resta senz’altro un valido racconto cinematografico sul potere dei media e sulla spettacolarizzazione del male, ma lascia lo spettatore con una sensazione di vuoto emotivo che svanisce appena uscito dalla sala.

moviedigger Neutrale

Robert Pattinson in stato di grazia nella sua inarrestabile corsa tra grandi dello star system […] Oppenheim riesce a mantenere vivo l’interesse grazie a un ritmo serrato e a un utilizzo degli split screen innovativo […] Nonostante una conclusione che risulta essere forse un po’ troppo didattica e anche a tratti completamente inutile, Oppenheim ci chiede se abbiamo imparato a capire cosa far vedere e cosa no, cosa è reale e cosa non lo sia: sembra che la strada sia ancora lunga.

nerdalquadrato Positiva

Si è usciti dalla sala piuttosto confusi, poiché tutto ci si sarebbe aspettati da questo film meno che di rimanerne clamorosamente indifferenti […] È apparso infatti subito evidente lo squilibrio tra la quantità di spunti messi sul tavolo da Oppenheim e la desolante modestia con cui la sceneggiatura sceglie di svilupparli […] Oppenheim abbia optato per un po’ di ognuna di queste opzioni, finendo inevitabilmente per disinnescare la portata comunicativa del film e diluendone il potenziale narrativo.

madmass Negativa

Ed è proprio qui che la pellicola di Oppenheim trova la sua dimensione più interessante: nell’analisi dei mass media, con un focus evidente sulla televisione e sull’industria dell’intrattenimento. […] Peccato per la confezione. Il lato estetico del film è il suo principale limite: quella classica patina A24 ormai fin troppo riconoscibile e stucchevole […] […] Primetime è quindi un film che, se si fosse spogliato di una certa estetica ormai abusata e avesse avuto il coraggio di affidarsi alle proprie idee, avrebbe potuto trasformarsi in una grandissima opera, invece di fermarsi un gradino prima.

lascimmiapensa Neutrale

Primetime è una cavalcata affascinante e godibile, che fotografa un momento storico e un fenomeno capace di generare un forte impatto sui prodotti televisivi successivi […] L’ambiguità del film di Oppenheim sta nel proporre questa riflessione solo in maniera laterale […] Qualche incertezza sull’arco di Hansen e la scelta di concludere con Plumb […] sbilanciano un’architettura narrativa che resta incerta tra il racconto corale e la verticalità sui personaggi, perdendo di equilibrio sul finale.

darksidecinema Positiva