📽️ Scarlet
Thriller, Crime
di Alice Pedranti, Elias Andersson; con Emil Österberg Hadziavdic, Sofia Holm, Elias Andersson, Aris Miglis
Thriller, Crime
di Alice Pedranti, Elias Andersson; con Emil Österberg Hadziavdic, Sofia Holm, Elias Andersson, Aris Miglis
Scarlet si apre colpendo subito nel segno, raccontando di una serenità che viene dapprima eliminata, lasciando solo spazio alla vendetta […] Nonostante Scarlet sia un’idea brillante e un soggetto assolutamente accattivante, la messa in scena è a mio avviso pallida e dispersiva […] A un film tanto profondo quanto disorganizzato come Scarlet va data una possibilità, anche solo perché accoglie la prospettiva del miglioramento dell’uomo in un momento storico in cui l’umanità sembra perduta.
Ne risulta un film affascinante e bulimico, narrativamente imperfetto quanto potente e vitale […] È quindi, principalmente, un film ambizioso, Scarlet, che si lascia ammirare – oltre che per un’estetica coraggiosa, capace di integrare in modo spregiudicato l’impianto visivo da anime contemporaneo con elementi mutuati dall’animazione 3D […] Sbavature che confermano, comunque, l’estrema forza vitale del film di Mamoru Hosoda, imperfetto nella sua aspirazione ad abbracciare quante più suggestioni possibili, quanto potente a livello di resa complessiva
Scarlet, che è riuscito a sorprendere il pubblico della kermesse con una storia singolare che parte dai temi dell’Amleto di Shakespeare, ma poi diventa qualcosa di completamente diverso […] Ripensandoci a freddo dopo la visione, si può cogliere un senso nella prospettiva del regista; tuttavia, sul momento la scelta risulta esagerata e decisamente fuori dagli schemi rispetto al registro visivo e narrativo del resto del film […] Da un film d’animazione che ambisce a riflettere sulla spirale di violenza e vendetta dell’uomo partendo da una storia come quella dell’ Amleto, mi sarei aspettato riflessioni più profonde.
I primi momenti di Scarlet sono visivamente sbalorditivi […] Un inizio potente che trascina subito dentro la storia […] A livello narrativo la pellicola risulta esageratamente lenta e dilatata.
Ed è proprio quando abbraccia questa oscurità che l’opera mostra la sua faccia migliore […] Non perché Scarlet pretenda di essere Shakespeare in animazione, ma perché ne riprende la premessa più feroce […] Scarlet vuole essere insieme epopea, tragedia, racconto morale e film d’avventura, e non sempre riesce a dare a ogni elemento il giusto spazio
Connette straordinariamente l’introspezione shakespeariana con lo spirito utopico degli anime di matrice fantasy […] La soluzione, agli occhi di Hosoda, sta nella grande produzione letteraria dell’uomo, e in particolare nel testo-simbolo del drammaturgo che più di tutti si è addentrato nei meandri oscuri dell’animo umano […] Le istanze fantastiche attorno a cui Hosoda costruisce i linguaggi di Scarlet non sono però introdotte nel racconto semplicemente per rievocare l’immaginario isekai odierno, e le grammatiche di cui si costituisce: per nulla.
Il regista dirige un anime visivamente potente e ambizioso che rilegge l’Amleto in chiave fantasy, ma che fatica a bilanciare spettacolo e profondità emotiva […] L’animazione alterna soluzioni tradizionali a scenari tridimensionali di grande dettaglio […] Il contrasto tra la furia della principessa e l’umanesimo del paramedico genera momenti di autentica tenerezza
Tecnicamente il film colpisce fin da subito: fonde animazione tradizionale 2D e computer grafica 3D in modo fluido, creando ambienti che sembrano usciti da un videogioco di ultima generazione […] Se sul piano visivo Scarlet convince senza riserve, sul piano narrativo emergono alcune fragilità […] L’idea che il perdono possa interrompere la spirale della violenza è semplice, ma non banale.