Criticometro

📽️ The Life of Chuck

5 WOW
21 Positive
3 Neutrali
1 Negative

Fantasy, Dramma

di Mike Flanagan; con Tom Hiddleston, Benjamin Pajak, Nick Offerman, Chiwetel Ejiofor

Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario.

The Life of Chuck Poster

Recensioni

Una parabola in tre atti che diventa fiaba sull’esistenza e sull’inevitabilità della fine, trasformando l’angoscia in compassione, la malinconia in celebrazione, l’orrore in un inno lirico alla fragilità e alla bellezza del vivere […] Un invito a guardare al prossimo non come figura di contorno, ma come portatore di un mistero, di una storia altrettanto degna di essere celebrata […] Ballare come fa Chuck, con la leggerezza di chi sa che ogni istante è unico e irripetibile, e che persino la fine può trasformarsi in celebrazione.

cinemando Positiva

Una storia in tre atti ma raccontata al contrario, in cui la fine è l’inizio di ogni cosa e in cui attori enormi come Tom Hiddleston, Chiwetel Ejiofor e Mark Hamill possono giganteggiare […] Da un veterano dell’horror come Flanagan non ci si aspettava un racconto così intimo, commovente e leggero pur se pieno zeppo di temi e argomenti mica da poco […] Dolomitica anche la prova di Mark Hamill, specialmente in quel lungo monologo in cui cerca di spiegare al nipote l’importanza e la bellezza della matematica.

spettacoloeu Positiva

Prevale il lato umano in questo accorato racconto biografico, seppur attraversato da una pletora di particolari grotteschi […] La colonna sonora invasiva dei Newton Bros, lunghe pause sentimentali tra i dialoghi e la scelta curiosa di insistere con il narratore in voice over anche quando la scena si spiega da sé […] Al netto della stampa profusa in giuggiolamento, che lo ha descritto come magico, profondo e commovente, ‘The Life of Chuck’ è piuttosto un gingillo grazioso che alla lunga viene un po’ a noia.

ondacinema Neutrale

Flanagan rinuncia consapevolmente al brivido immediato per abbracciare un’elegia del commiato, trasformando il cinema in meditazione sul tempo […] La forza dell’opera sta nella sua coerenza musicale, capace di trasformare l’ordinario in epifania e di restituire ai gesti minimi la dignità di rivelazioni […] Si esce dal film con una strana leggerezza grave: la percezione che siamo infinitesimi e tuttavia misuriamo l’infinito proprio nell’istante in cui balliamo, contiamo, amiamo, sbagliamo, perdoniamo

quinlan Positiva

Non solo un “feel good movie”, come qualcuno lo ha sbrigativamente definito: inattesa, intensa escursione di Mike Flanagan al di fuori (ma non del tutto) dei territori dell’horror […] Un “matrimonio” cinematografico felicemente rinnovato […] È stato definito un feel good movie, The Life of Chuck – categorizzazione che forse potrà contribuire, insieme a una locandina fin troppo (smaccatamente) forrestgumpiana, a tenere lontani gli spettatori più distratti – ma a nostro parere si tratta di una definizione riduttiva.

asburymovies Positiva

Nonostante il titolo annunci che il racconto ruoterà intorno alla storia di una vita, The life of Chuck in realtà sembra essere popolato più dal fantasma della memoria articolata secondo una complessa struttura di flashback e flashforward […] C’è qualcosa che sfugge e che al tempo spesso affascina in questa strana, piccola opera che della sospensione e della sottrazione fa il suo di punto di forza […] Proprio perché la morte è sempre dietro la barricata di una stanza proibita. Bisogna andare oltre però, e affacciarsi ad una finestra che dà sul paesaggio solare incorniciato tra una moltitudine di meraviglie e di orrori, di aperture e di conclusioni.

closeup Positiva

Una vivida, dolente, genuinamente “ordinaria” ma a suo modo nostalgicamente avventurosa story-telling durata 39 fantastici anni […] Un horridus, quello che striscia e s’acquatta fra le intime, drammatiche e disincantate pieghe di The Life of Chuck, che trova angusto spazio entro le circolari mura della goticheggiante torretta di un’antica magione vittoriana […] Grazie ancora Chuck per il sentimentale esercizio di stile e pedissequa trasposizione che ci hai qui offerto senza particolari manieristici passi falsi ma, forse, con un filo di indulgente (auto)commiserazione di troppo.

nocturno Positiva

Il risultato è un film intimo e stratificato, che rinuncia alle coordinate più riconoscibili dell’horror per addentrarsi in un territorio più fragile, poetico e malinconico […] Mike Flanagan orchestra il racconto con una sensibilità rara, evitando la trappola della retorica e scegliendo piuttosto una messa in scena contemplativa, fatta di gesti minuti e rivelazioni intime […] un’opera cinematografica che parla, in fondo, di tutti noi: della fine e dell’inizio, della paura e della bellezza, di ciò che resta quando tutto il resto scompare.

cinema4stelle WOW

Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario […] le emozioni che vivono i nostri personaggi sono coinvolgenti nella forma più semplice, sincera e senza tante pretese […] il messaggio che il film stesso vuole veicolare rimane alla fine una bella metafora della vita che a volte è eccessiva, melensa, esageratamente lunga in alcuni aspetti fintamente esaltanti ma sincera e schietta nel suo contenere… moltitudini.

globalstorytelling Positiva