📺 VisionQuest
Sci-Fi & Fantasy, Dramma
con Paul Bettany, James Spader, Ruaridh Mollica, Todd Stashwick
Sci-Fi & Fantasy, Dramma
con Paul Bettany, James Spader, Ruaridh Mollica, Todd Stashwick
Ci sono molti aspetti per cui VisionQuest funziona. È una serie di buoni mezzi tecnici, con due protagonisti di grande spessore […] E a mio giudizio lo fa in modo efficace […] Però io credo che per ora l’equilibrio sia buono, il racconto interessante.
Il problema è che, nel tentativo di rispondere, finisce per smarrirsi nella complessità dell’universo narrativo che dovrebbe approfondire […] Una storia dedicata alla ricerca dell’identità fatica a possederne una propria, perché continuamente impegnata a ricollocare il protagonista all’interno di una continuità preesistente […] Nel tentativo di dimostrare che Visione possiede un’anima, la serie dimentica che anche un racconto dovrebbe possedere una propria identità.
I due episodi scorrono bene, con un ritmo costante, e sono una sorta di “day after” di WandaVision” […] “La regia di queste prime due puntate si dimostra decisamente all’altezza” […] “I primi due episodi di VisionQuest soddisfano appieno e lasciano addosso una fortissima curiosità di scoprire cosa accadrà nel prosieguo della miniserie.
VisionQuest si muove proprio in questa direzione, recuperando la vocazione più sperimentale di WandaVision per declinarla attraverso una fantascienza più cerebrale, surreale e malinconica […] Un’ambizione certamente suggestiva, che tuttavia non sempre riesce a trovare una forma narrativa altrettanto solida […] L’identità visiva dello Spazio Mentale e le riflessioni sulla memoria, sull’appartenenza e sui legami familiari rappresentano i punti di forza di un progetto che tenta di spingersi oltre la semplice avventura supereroistica
avremo davanti uno dei personaggi con la migliore evoluzione del Marvel Cinematic Universe […] Vero mattatore di questi due episodi, James Spader non dà più solo la voce a Ultron, ma gli presta anche il volto e il fisico […] Insomma, le aspettative sono alte e le domande molteplici
VisionQuest ci ha lasciato un retrogusto insipido e amorfo […] finisce per specchiarsi a tal punto nella sua bellezza superficiale da dimenticare tutto il resto […] VisionQuest è tanto sublime nei suoi virtuosismi quanto disastrosa sul versante strutturale e narrativo.
La serie trova momenti di autentica brillantezza, soprattutto quando trasforma i meccanismi interni della mente di Visione in uno spazio narrativo popolato da personalità differenti […] Il principale punto di forza di VisionQuest è il lavoro dei suoi interpreti […] Un viaggio Marvel stimolante e ben interpretato, che trova nell’identità artificiale il suo tema più forte, pur complicandosi con troppe spiegazioni.
Resta, in ogni caso, una delle migliori produzioni seriali Marvel” […] “VisionQuest chiude con maturità e intelligenza emotiva la trilogia inaugurata da WandaVision e proseguita da Agatha All Along” […] “il viaggio interiore del sintezoide regala al Marvel Cinematic Universe una delle sue parentesi più umane, stratificate e riuscite della recente era streaming.
La nuova serie Marvel Studios fa esattamente questo, senza mai dimenticare il contesto narrativo e senza limitarsi nel donarci materiale con cui divertirci, fantasticare ed emozionarci […] James Spader offre una prova straordinaria, capace di rubare la scena in qualunque situazione […] In conclusione, VisionQuest si è rivelata una grandissima sorpresa: mi ha fatto ridere, commuovere ed esaltare
Ci pensa Terry Matalas a mettere ordine, a donarci qualcosa di veramente originale, accattivante, sorprendente, qualcosa che regge il confronto per audacia e complessità con quella “WandaVision” che ci aveva conquistato cinque anni fa.” […] “Messo così può sembrare un cocktail un po’ strano, ma l’equilibrio dell’insieme è semplicemente spettacolare.” […] “Siamo di fronte ad una delle migliori creazioni della Marvel da dieci anni a questa parte